cockerina ally

ally the cocker
martedì, 20 gennaio 2009

perchè testare i propri cani prima di accoppiarli è un gesto di responsabilità



da www.ilcocker.net

Codice etico dell'Allevatore

"E' obbligatorio far riprodurre cani sani, cioè privi di malattie manifeste o impedimenti a una corretta funzionalità o portatori di patologie ereditarie rilevate."


Perché testare il vostro cane?
  • depistare precocemente i cuccioli portatori sani (non farli accoppiare, sterilizzarli)
  • selezionare i riproduttori e valutare accoppiamenti mirati
  • evitare di propagare la malattia nel vostro allevamento e nella razza
  • anticipare l'apparizione della malattia

Comunicare i risultati dei test dei propri cani è un atto di amore verso la razza!
E' necessario che TUTTI capiscano l'importanza di conoscere i portatori per evitare accoppiamenti a rischio.


da www.ilcocker.net/nefropatia/la-nefropatia-familiare.html

Cos'è la Nefropatia Familiare?    

www.ilcocker.net/nefropatia/index.php 


Scritto da Alessandra Ferrara  

"La nefropatia familiare del cocker è una malattia autosomica recessiva, riconosciuta nella razza da più di 50 anni. La Nefropatia è una forma di "nefrosi ereditaria" (ndr. Per nefrosi si intende qualsiasi processo degenerativo del rene e, in particolare, le lesioni degenerative dei reni senza infiammazione, cioé senza una nefrite vera) che si riferisce ad un gruppo di malattie gromerulari che sono in relazione con difetti genetici del collagene.

I problemi dovuti alla Nefropatia Familiare del cocker compaiono tra i 4 e i 6 mesi di età. I sintomi clinici includono polidipsia (sete eccessiva), poliuria (urinazione eccessiva), perdita di peso, poco appetito, vomito o diarrea. Questi sintomi sono gli stessi di qualsiasi problema inerente ad un malfunzionamento renale.

[...]

Stadio finale
Generalmente, una volta che la BUN supera i 120 mg/dl, al cane restano solo poche settimane prima che la malattia raggiunga dei livelli critici, con sintomi tipici della insufficienza renale: a causa della nausea il cane non si alimenterà o spesso finirà per vomitare. Potrà andare avanti 2 o 3 giorni senza mangiare, perdendo molto peso. Berrà quantità enormi di acqua e urinerà sempre di più.

Alcune volte salirà un odore di ammoniaca dalla bocca. Quando il cane dorme, steso su un lato, è possibile sentire un chiaro odore di ammoniaca anche all'interno dell'orecchio. Il cane potrà sentirsi molto debole e tremerà come se avesse freddo a causa della perdita dell'abilità di di regolare la temperatura del proprio corpo. Quando i reni non svolgono più la loro funzione, filtrando i prodotti di scarto del corpo e recuperando molte sostanze vitali, il cane si intossica.

Una delle domande più frequenti tra i proprietari di un cane giovane con insufficienza renale è come sapere quando giunge l'ora di dirsi addio.

Quando i cani si trovano nello stadio critico della malattia, questi giovani possono muovere la coda e salutare i membri della loro famiglia, non con la solita esuberanza, però si sforzano fino alla fine..

Coloro che hanno perso un cane per NF, diranno che la perdità è più dolorosa proprio per il lento progredire della malattia stessa.
E' un'esperienza da non augurare a nessuno.
Grazie agli sforzi del Dr. George Lees e della sua equipe, è stato possibile identificare il genere che determina la mutazione; in questo modo sarà possibile in modo inequivocabile identificare i portatori sani.

[...]

Non vi sono casi di cani che siano vissuti oltre i due anni.

A partire dal dicembre 2006 è disponibile per l'Europa un test per l'identificazione genetica della mutazione del collagene glomerulare che dà origine a questa terribile malattia: prima non era possibile, a meno che non si facessero i test in America, identificare i portatori sani della malattia."


Il test è disponibile presso Antagene:

http://www.antagene.com/

**********

La prcd-PRA - Atrofia Progressiva della Retina

"L'atrofia progressiva della retina è una malattia dell'occhio che tocca molte razze, più o meno a grande riportare in scala (esempi: Welsh corgi, Sloughi, Setter irlandese, Siberian Husky, Samoiedo, Mastiff, Bracco tedesco).
In questo articolo ci occuperemo del tipo di PRA più diffuso nel cocker inglese, la prcd-PRA (Progressive Rod Cone Degeneration).

La malattia genetica prcd-PRA (pro-rod-cono-degeneration) provoca la degenerazione e la morte delle cellule della retina, dietro l'occhio, anche se queste cellule sembrano svilupparsi normalmente nella prima fase della vita del cane. Le cellule "rod" lavorano a livelli di luce bassa e sono le prime da perdere le loro funzioni normali. Ne risulta una cecità notturna. In seguito le cellule "cono" perdono poco a poco le loro funzioni normali in situazioni di piena luce.
La maggior parte dei cani colpiti diventerà cieca. Due occhi sono sempre colpiti. La retina è la membrana che forma la fodera del fondo dell'occhio e che è composta da cellule sensibili alla luce. Queste cellule muoiono gradualmente ed è ciò che causa la perdita della visione il cui primo segno è la cecità notturna. Una cataratta si sviluppa a volte contemporaneamente alla malattia.

Quale effetto avrà la PRA sul cane?

Come già esposto, la PRA causa, a più o meno lungo termine, la cecità totale. Tuttavia, la malattia è completamente non dolorosa e molti cani si abituano alla loro perdita di vista ed in alcune circostanze, forse con alcune parole supplementari di comando, possono condurre una vita perfettamente felice. Essendo l'udito e l'odorato del cane molto sviluppato, questi due sensi compenseranno la perdita della vista.

Esiste una forma di trattamento?

No, non c'è trattamento conosciuto che rallenta, stabilisce o inverte la perdita di vista progressiva. Tuttavia, i cani si abituano presto al loro stato di cecità conoscendo perfettamente il loro ambiente ed il proprietario può aiutare non complicando inutilmente la vita del suo cane lasciando oggetti oltre alla loro posizione abituale.
Una grande sfida per il veterinario (come per il medico) resta il trattamento delle decomposizioni della retina. Queste decomposizioni della retina o atrofie retiniche sono molto frequenti in numerose razze di cane.
La ricerca sugli innesti di retina sembra non avere portato i risultati sperati. È dunque del lato della terapia genica che si sta lavorando. Lo scopo è di sostituire il gene o i geni responsabili della malattia, quindi di identificare chiaramente le molecole implicate nei processi patologici. Il futuro è dunque nella terapia genica ma dire ciò non è molto originale: non è questa la direzione verso la quale si orienta oggi la medicina intera?

Esiste qualche mezzo per evitare che il cane si ammali?

Questa malattia è ereditaria e se il vostro cane porta i geni responsabili della mutazione, allora si svilupperà, nonostante qualsiasi prodotto alimentare speciale o trattamento. Purtroppo, non esiste attualmente alcun trattamento o rimedio contro la prcd-PRA.

Qual è il suo modo di trasmissione?

La Prcd-PRA è ereditaria in modo recessivo. Ciò significa che il gene della malattia deve essere portato dai due genitori per causare la malattia nella discendenza.
I genitori devono essere sia "portatori" o affetti. Un portatore che ha il gene della malattia ed un gene normale è chiamato "eterozigote" per la malattia.
Un cane normale non ha geni della malattia ed è chiamato "omozigote normale", le copie del gene sono identiche. Ed un cane con due geni della malattia è nominato "omozigote affetto", le copie del gene sono anormali.
Si è provato che essendo tutte le razze testate per prcd-PRA hanno la stessa malattia causata dallo stesso gene mutante. È lo stesso caso anche se la malattia può svilupparsi ad età diverse o a gradi diversi da una razza all'altra.

Il test Optigen

www.optigen.com/

Nel gennaio 2003, il laboratorio americano Optigen ha commercializzato una prova d'individuazione di prcd-PRA dal Cocker inglese di cui l'affidabilità è molto vicina al 100%.
La prova Optigen prcd è effettuata su un piccolo campione di sangue del cane. Attualmente, la prova analizza i marcatori DNA piuttosto che una mutazione (delle ricerche sono in corso per sviluppare una prova sulla mutazione).

Ciò significa che il cane è identificato da un'"impressione digitale" di marcatori sul cromosoma 9, accanto al gene prcd, piuttosto che di provare direttamente il cambiamento prcd.
Il risultato di questa prova è un genotipo o "impressione digitale" che permette di separare i cani in 3 gruppi: genotipo A, B o C e per alcune razze: genotipo A1, B1 o C1.

Il test ANTAGENE

www.antagene.com/


Il laboratorio ANTAGENE è specializzato in genomica animale e lavora da diversi anni sulle malattie genetiche più gravi per la salute o il benessere del cane o del gatto. Il principale obiettivo è di mettere a punto e e di commercializzare prove DNA affidabili per individuare queste patologie ereditarie.
Antgène propone, in collaborazione con Optigen USA, la prova genetica di individuare l'atrofia della retina nel cocker inglese.
La procedura è la stessa di Optigen; da sapere che la prova è effettuata su un campione di sangue o, particolarità di Antagène, su un prelievo per spazzolino orale (cytobrush).
La prova realizzata con sfregamento buccale e non da prelievo del sangue comporta un costo finanziario ristretto poiché viene fornito il kit completo (cytobrush sterile, tubo con l'etanolo) che è compreso nel prezzo.
Basta richiedere il kit online e riempire un buono d'ordine disponibile nel sito www.antagene.com. il prelievo deve essere realizzato da un veterinario che riempirà un certificato di prelievo fornito dal laboratorio stesso.
Lo svolgimento del prelievo è semplice: si tratta di sfregare l'interno della guancia per ottenere frammenti di tessuti, l'animale non dovrà avere mangiato o bevuto almeno da una mezz'ora. In compenso i termini sono più lunghi, poiché il risultato del prelievo è inviato in seguito da Antagène da Optigen.
Per sensibilizzare amanti ed allevatori, il laboratorio ha l'intenzione di muoversi in occasione di grandi manifestazioni canine (campionati, nazionali d'allevamento) e di effettuare un grande numero di prelievi.
Infine, particolare da notare sulla riservatezza delle prove, solo statistiche saranno comunicate al club di razza.

Conclusioni:

Cosa molto importante per il futuro della razza: conservare la diversità delle linee di sangue!

Nel caso della PRA del Cocker inglese, è importante non allontanare sistematicamente i cani portatori dell'allevamento. Gli scopi principali sono:

  • Non produrre più soggetti malati
  • Identificare i soggetti portatori

I laboratori di ricerca genetica incoraggiano vivamente a continuare a lavorare con tutti i cani (in funzione di altri criteri anche), non soltanto i "clear", altrimenti si rischia a lungo termine di impoverire il patrimonio genetico della razza, di aumentare il tasso di consanguineità e creare altre tare.

**********

la DISPLASIA dell'anca e del ginocchio

http://www.ilcocker.net/la-gestione/salute/displasia-del-ginocchio.html

"I gradi di displasia generalmente riconosciuti sono quattro ed al contrario di quanto accade nella displasia dell’anca possono essere attribuiti da un occhio esperto già dai primi mesi di vita e non necessariamente al raggiungimento dell’età adulta. Vediamo di descriverli brevemente:

  • Primo grado (o leggera displasia del ginocchio): lieve disassamento fra la componente muscolare e quella ossea, che determina nel cane un’andatura quasi sempre normale, interrotta ogni tanto da un mancato appoggio dell’arto. In quel momento la rotula si è lussata, per tornare in sede con l’estensione completa dell’arto. Clinicamente si evidenzia facilità alla lussazione manuale, con ritorno spontaneo in sede appena si allenta la pressione, mentre la cresta tibiale risulta solo minimamente deviata e la tibia leggermente ruotata. I movimenti di flessione ed estensione avvengono ancora in linea retta.

  • Secondo grado (o media displasia del ginocchio): il disassamento più marcato fra ossa e muscoli comporta una lussazione frequente ed in alcuni casi permanente, riducibile manualmente pur ripresentandosi immediatamente appena si allenta la pressione sull’articolazione. La cresta tibiale è evidentemente deviata, così come la tibia appare ruotata fino a 30 gradi. I cani con questo grado di displasia tendono ad utilizzare poco l’arto ed a mantenerlo in leggera flessione, con il ginocchio portato verso l’esterno. Pur non essendo particolarmente dolorosa, questa forma di displasia determina, a causa del continuo sfregamento fra la rotula ed il labbro mediale della troclea, un’evidente erosione di quest’ultimo, fatto da tenere in considerazione in caso di intervento chirurgico tardivo.

  • Terzo grado (o grave displasia del ginocchio): la lussazione è permanente, la tibia è ruotata dai 30 ai 60 gradi e la cresta tibiale è evidentemente deviata, fino ad assumere la forma di una vera e propria virgola; la troclea appare poco profonda od addirittura appiattita e la rotula non è riportabile manualmente in sede nemmeno con l’animale profondamente sedato, a causa del particolare accorciamento del legamento tibio-rotuleo mediale. Molti soggetti riescono ancora ad utilizzare l’arto in posizione semiflessa, anche se l’estensione è resa impossibile dal fatto che la rutula si trova medialmente alla troclea e perciò non riesce ad assolvere il suo compito di fulcro quando il quadricipite si contrae.

  • Quarto grado (o gravissima displasia del ginocchio): praticamente un disastro. In poche parole l’articolazione non è più in grado di funzionare in alcun modo, visto che la tibia è ruotata oltre i 60 gradi, la cresta tibiale ne segue il pessimo esempio e la troclea è quasi sempre trasformata in un semplice ingrossamento della faccia anteriore del femore, senza alcuna funzionalità. I cani in queste condizioni non utilizzano per niente l’arto, che viene tenuto flesso e con il ginocchio portato verso l’esterno. Se la patologia è bilaterale, l’animale è costretto a trascinare il posteriore nella già citata posizione “a foca”..."

COME ACCORGERSI DELLA DISPLASIA E COSA FARE

"Abbiamo già detto dell’assoluta necessità ed impellenza di una terapia chirurgica, che se correttamente eseguita riesce a restituire ad un enorme numero di cani un’andatura ed una vita assolutamente normali. Il punto importante, però, è accorgersi in tempo che il nostro animale ha qualcosa che non va…e portarlo dal veterinario.

Le zoppie hanno innumerevoli cause, ma soprattutto nelle razze di piccola taglia è oltremodo necessario preoccuparsi di escludere la displasia del ginocchio, prima di pensare “è una storta, passa da sé”.

E se il cane non ha apparentemente alcun sintomo? Meglio! Ma non è un buon motivo per non fargli dare comunque un’occhiata alle ginocchia.

L’esame non è assolutamente difficile, qualunque veterinario con un minimo di conoscenze ortopediche è in grado di eseguirlo, non comporta esami strumentali né fastidio o dolore per il cane e può essere fatto in cinque minuti scarsi durante una qualunque visita ambulatoriale. Gli appuntamenti per le prime vaccinazioni, ad esempio, sono un’ottima occasione per far controllare al veterinario la stabilità delle rotule del nostro animale. Nei cuccioli di un paio di mesi, infatti, ad eccezione di peraltro (e per fortuna) rarissimi casi di displasia di quarto grado, l’instabilità di questo ossicino è il primo dei sintomi che si presenteranno in futuro…e che tutti quanti vorremmo evitare.

Come farlo l’ho già detto e ripetuto: intervenire chirurgicamente ed il più presto possibile, affidandovi ad un buon ortopedico che rimetterà in sesto il vostro cane e gli garantirà una vita decisamente migliore di quella che la genetica aveva deciso per lui.

Vediamo, a grandi linee, quali sono le tecniche operatorie maggiormente usate per correggere i difetti che può presentare un animale displasico:

  • Desmotomia con artroplastica: vengono entrambe eseguite nel corso di tutti gli interventi di correzione di un ginocchio displasico. Soprattutto in soggetti giovani che presentano un primo o un secondo grado di displasia, sono in grado, da sole, di porre un definitivo rimedio alla lieve mancanza di allineamento. La desmotomia consiste in un’incisione della capsula articolare e del legamento tibio-rotuleo del lato verso il quale la rotula tende a lussarsi, consentendo quindi una decisa riduzione della trazione; l’artroplastica, eseguita sul lato opposto, consente di accorciare e dare maggiore consistenza alle strutture fibrose allungate ed indebolite dalla continua lussazione. Se eseguite come unico intervento correttivo, permettono al cane di appoggiare l’arto operato già in quarta-quinta giornata ed in una decina di giorni, tolti i punti, il cane sarà come nuovo.

  • Trasposizione della cresta tibiale: indicata per displasie dal secondo grado in poi, permette di annullare il difetto di allineamento attraverso lo spostamento del punto di attacco inferiore dell’asse quadricipite-rotula-tibia, ovvero della cresta tibiale, che viene poi fissata nella nuova sede con un piccolo chiodo in acciaio (che non necessita di una successiva asportazione). In questo caso la convalescenza è un poco più lunga, ma non supera comunque le due settimane.

  • Plastica del solco trocleare: è necessaria laddove detto solco non sia sufficientemente profondo da offrire alla rotula un alloggiamento stabile. Se effettuata su animali al di sotto degli 8-9 mesi, permette la conservazione della cartilagine articolare, che viene delicatamente scollata per scavare l’osso che si trova al di sotto di questa e successivamente riposizionata. Nei soggetti adulti la cartilagine perde di elasticità e non può essere risparmiata: verrà col tempo sostituita da fibrocartilagine cicatriziale, predisponendo la troclea all’insorgenza di fenomeni ostoartrosici che non garantiranno quindi un completo recupero dell’arto, ma solo un suo deciso miglioramento funzionale. I tempi di recupero si aggirano intorno alle tre settimane.


COME PREVENIRLA

A parole è quasi lapalissiano: evitando di far accoppiare i cani displasici.

Peccato che per motivi soprattutto economici si sia finora evitato (e chissà per quanto tempo ancora si eviterà) di prendere decisioni tanto impopolari quanto coraggiose.

La conseguenza più evidente è che alle esposizioni di livello nazionale si vedono cani che presentano sintomi di displasia; quella più difficile da digerire è che questi cani a volte vincono pure…e di conseguenza vengono fatti accoppiare.

L’attuale assoluta (ed ormai cronica) mancanza di regolamentazione a proposito dell’obbligatorietà dei controlli almeno per i riproduttori delle razze maggiormente colpite, lascia alla sola coscienza dei proprietari e degli allevatori la decisione di far accoppiare o meno i soggetti displasici.

Per quanto riguarda il nostro Paese, da qualche anno si parla di un registro nazionale, sulla falsa riga di quello già esistente per la displasia dell’anca, che raccolga i soggetti di razza esenti dalla patologia (o che quantomeno la presentino in forma lievissima) e quindi particolarmente adatti alla riproduzione senza il rischio di generare cuccioli gravemente malati. Riguardo alla certificazione di esenzione (o entità) da questa patologia, ad oggi è possibile richiederla ai veterinari fiduciari del Ce.Le.Ma.Sche.

Evito di addentrarmi ulteriormente in discorsi che con la cinofilia hanno poco o nulla a che spartire, limitandomi a consigliare per l’ennesima volta di far controllare il proprio cane al veterinario di fiducia. Questo per due motivi: il primo è di evitare, nel caso desiderassimo farlo accoppiare, la nascita di cuccioli displasici; il secondo è di renderci conto il più presto possibile di un’eventuale displasia e di avere quindi la chance di correre ai ripari prima che la patologia peggiori e non sia più completamente correggibile chirurgicamente."


***********

se volete far accoppiare il vostro cane, di qualsiasi razza egli sia,
FATEGLI FARE E PRETENDETE ANCHE DALLA CONTROPARTE TUTTI I TEST NECESSARI A GARANTIRE AL 100% CHE NASCERANNO CUCCIOLI SANI, Nè MALATI Nè PORTATORI.

è vero sono malattie RARE; ma rare vuol dire che esistono comunque, ed esistono perchè c'è chi accoppia i cani senza testarli, altrimenti sarebbero probabilmente sconfitte sul nascere.

perciò prima di un accoppiamento vanno eseguite le lastre per la displasia (che al contrario delle malattie gentiche rare, purtroppo non è rara affatto). Se il cane/ i cani sono di allevamento si può chiedere se i genitori sono testati per NF e PRA, oppure farli testare approfittando degli sconti che di tanto in tanto le case applicano (vedi links optigen&antagene).

Non ci sono solo cani malati ma anche geni portatori, il cane può essere perfettamente sano e non sviluppare mai alcuna malattia, ma trasmetterla comunque ai cuccioli... di cui a loro volta ci sarà qualche portatore sano, che potrebbe essere accoppiato in futuro, sembrando sano, e generando a sua volta cani malati e cani portatori, e via all'infinito.

onde evitare di mettere al mondo cani eventualmente malati io a mia coscienza farei questi test e li pretenderei dalla controparte.

in fondo è un pò come il nostro test HIV prima di instaurare una relazione seria...
prevenire è meglio anche perchè curare non si può.

Poi ciascuno agisca a sua coscienza,
anche se purtroppo
a farne le spese sono solo gli animali che nascono per diretta conseguenza di una nostra decisione
.

...riflettiamo!!!!


Ally





postato da EclecticHybrid alle ore 20/01/2009 11:19 | link | commenti
categorie:

Commenti